sabato 28 aprile 2012

Sogni, si può vivere senza?


Io l'ho fatto. Vivere senza sogni. E non è stato bello.
Una specie di letargo mentale di una decina d'anni da cui mi sto risvegliando. E ne ho le prove. Stamattina ero da Fnac e vagavo come sempre tra gli scaffalli guardando tutto, ma cercando niente, e mi sono bloccato davanti alle novità blu-ray, senza nemmeno vederle. Quello che vedevo era solo nella mia testa, gentilmente offerto dagli occhi della mia immaginazione che ultimamente se ne stanno sempre più aperti e vigili. Immagini da uno dei tanti racconti che ho ricominciato a scrivere. Sì, ho ricominciato a scrivere, un annetto fa. E in un anno ho finito un racconto abbandonato da dieci anni, ne ho iniziati un altro paio ed ho buttato giù la prima stesura di un romanzo che avevo in testa praticamente da sempre.
Non so com'è venuto, non so quanto ho scritto, nè esattamente cosa ho scritto. Ma è lì ed ha tutto il sapore di un traguardo, un obiettivo inseguito per anni.

Ma non è un traguardo, non deve esserlo, è un punto di partenza. Magnifico, esaltante, importante. L'inizio della strada verso un sogno che mi fa stare bene. Non è importante realizzarlo, è importante che ci sia. Perchè, per rispondere alla domanda del titolo, NO, non si può vivere senza sogni. O forse si può, ma semplicemente non si deve, perchè in tal caso non sarebbe vita, ma mero, inutile riempitivo tra la nascita e la morte.
Per questo da ora in poi ogni mio istante libero sarà dedicato a quel sogno. Due righe, una frase, anche solo una parola, ma che sia una mia parola, un parto della mia mente.
Perchè mi fa stare bene, perchè mi rende migliore, perchè dà significato ad ogni cosa che faccio e mi permette di farla meglio. Perchè mi completa e mi rende quello che per dieci anni non sono stato.
Me stesso.
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